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IL PAZIENTE AL CENTRO DELL’ASSISTENZA CLINICA – LA REPUBBLICA

Il progetto RAMSI consente di valutare la qualità di cura percepita dai pazienti.

Qual è la qualità percepita da un paziente in merito al servizio che gli è stato fornito in occasione di una degenza in ospedale, dalla prenotazione alla terapia? Ed è possibile misurarla, darle un valore oggettivo e comparabile? A queste domande risponde l’innovativo progetto RAMSI – Radioterapia Amica Mia Smile IN, partito nell’ottobre 2017 presso il GemelliART della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli-IRCCS e nato dall’incontro tra “Smile IN”, azienda leader nella misurazione della soddisfazione dei pazienti, e la stessa GemelliART. “L’esigenza è quella di monitorare quotidianamente la percezione di soddisfazione con uno strumento semplice per i pazienti e, contestualmente, ricevere un’analisi precisa con report automatici di facile lettura” spiega l’architetto Maurizio Lissoni, CEO di Smile IN.

Attraverso la misurazione, il monitoraggio e la valutazione dell’assistenza sanitaria è possibile raccogliere dati a favore di una ricerca scientifica dettata dal paziente, per un’ottimizzazione dei processi verso la soddisfazione dei bisogni di cura, migliorando in questo modo la struttura organizzativa della radioterapia.

La soddisfazione come indicatore chiave

Un’assistenza realmente “centrata sul paziente”, in cui esso sia co-protagonista delle cure, è dunque la cornice entro cui si inquadra il progetto RAMSI, coordinato dal professor Vincenzo Valentini e coadiuvato dalla dottoressa Giuditta Chiloiro. «In un momento in cui la comunità sanitaria mondiale è messa a dura prova dal Covid – spiega il professor Vincenzo Valentini -, il trattamento dei pazienti oncologici presso il GemelliART della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli – IRCCS di Roma ha rappresentato una prerogativa e non è mai stato interrotto.

Tuttavia una priorità è rappresentata dalla percezione da parte dei pazienti circa la qualità dei trattamenti erogati. Negli ultimi anni, infatti, è aumentata la consapevolezza dell’importanza della percezione del paziente e della sua soddisfazione come un indicatore chiave di efficacia terapeutica. Tra tutti i trattamenti oncologici, la radioterapia può essere considerata estremamente stressante per il paziente, a causa del suo carico quotidiano, spesso aggravato da terapie sistemiche concomitanti».

Il progetto ad oggi ha permesso di registrare oltre 147.000 votazioni. Un numero così considerevole di valutazioni del percepito del paziente per i vari ambiti investigati ha permesso di ottenere un valore misurabile sotto forma di indice RAMSI. “La potenzialità di questo progetto – spiega Vincenzo Valentini – è di avere valori che possono essere confrontati nel tempo per valutare l’impatto di nuove procedure attuate all’interno della divisione. La possibilità di raccogliere in maniera semplice e rapida un numero considerevole di valutazioni ci ha permesso di avere uno strumento utile per monitorare l’andamento della qualità dei servizi offerti nel reparto di radioterapia oncologica e individuare le criticità e intervenire per migliorarle».

Quattro smile colorati per esprimere il giudizio

Come funziona la rilevazione della qualità percepita da ogni singolo paziente? In realtà, come spiega Maurizio Lissoni, uno degli autori del progetto, CEO di Smile IN, il progetto messo in campo è di semplice utilizzo. “Esistono vari strumenti – spiega Lissoni – che vanno dallo SmileIN totem, un rilevatore fisico per la raccolta dati ad altri strumenti digitali come lo SmileIN web, tutti muniti dello stesso sistema di votazione con 4 faccine colorate che vanno dal rosso al verde (verde: giudizio positivo fino a rosso: giudizio pienamente negativo)”.

Si tratta dunque di uno strumento semplice, di facile interpretazione per tutti i pazienti, che permette di capire in tempo reale la percezione dei servizi che quotidianamente vengono offerti. In particolare, gli ambiti che fino ad oggi sono stati esplorati presso il GemelliART sono la puntualità, la percezione di essere accolto come persona, la percezione della competenza professionale ed il comfort degli ambienti, attraverso semplici domande.

“La rilevazione del dati – spiega ancora Maurizio Lissoni – è stata ottenuta tramite il posizionamento dei totem all’interno della divisione della radioterapia oncologica. Questo permette di avere una valutazione misurabile in maniera facile e intuitiva del “percepito” – da parte del paziente oncologico”.

Le valutazioni espresse sono “trasparenti” per tutti

Approved delle aree valutate esposte in bacheca

Il progetto, partito nell’ottobre 2017 presso il GemelliART della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli-IRCCS, ad oggi ha permesso di registrare oltre 147.000 votazioni. Naturalmente, tutto questo è perfettamente trasparente, vale a dire che i risultati del monitoraggio costante sono a disposizione di tutti. Pazienti compresi, naturalmente. Che hanno così modo di verificare la qualità percepita nei vari reparti e confrontarla con la propria personale esperienza.

“Certo, tutti i pazienti hanno accesso ai risultati delle votazioni” conferma il professor Vincenzo Valentini che coordina il progetto, coadiuvato dalla dottoressa Giuditta Chiloiro. “All’interno del reparto, infatti, è esposta una bacheca con il report mensile delle diverse aree indagate dai totem SmileIN e inoltre le tendenze di RAMSI possono essere seguite sui social e sul sito web del GemelliART. È anche possibile trovare sul sito una sezione riservata a suggerimenti e chiarimenti che possono essere inviati in forma anonima”. Pur nel rispetto della privacy, la trasparenza dei risultati consente di attivare un processo virtuoso, in cui ogni singolo paziente si senta co-protagonista della sua stessa cura.

Il progetto si espande in Italia

Insieme ad esperti medici sono state stabilite quattro aree che restituiscono la miglior fotografia dell’iter ospedaliero del paziente. Sono l’accoglienza del personale, la puntualità dell’orario di visita e di terapia, il comfort degli ambienti, la competenza percepita nella cura. Queste le strutture che oggi stanno misurando il RAMSI nelle radioterapie: Gemelli ART di Roma; Spedali Civili Brescia; Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna; Asl2 Lanciano Vasto Chieti; Azienda Ospedaliera Perugia; Ospedale Policlinico San Martino di Genova; Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma; Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico G.Martino; Gemelli Molise.

Nasce un consorzio di nove centri italiani

Il progetto RAMSI per misurare la qualità percepita dai pazienti durante le terapie oncologiche ha ambizioni che vanno al di là dell’ambito ospedaliero in cui è stato finora applicato dal 2017 ad oggi. Per questo c’è un futuro in ambito nazionale.
D’altra parte, la “misurazione” della soddisfazione dei pazienti è divenuta sempre più nel nostro Paese una necessità, in base a cui definire – e più spesso ridefinire – i percorsi di cura e di assistenza del paziente.
“Il progetto – spiega Vincenzo Valentini – ha visto da febbraio 2019 la partecipazione progressiva di altri otto centri di radioterapia oncologica distribuiti su tutto il territorio nazionale.”

La creazione di un consorzio ha permesso di testare questa strumentazione, definendo un indice di riferimento nazionale a cui i defferenti centri di radioterapia possono fare riferimento per ottimizzare i servizi erogati ai propri pazienti. Questo permette di avere una valutazione misurabile per ogni reparto di radioterapia, confrontabile tra le diverse strutture e una valutazione integrata tra i differenti ambiti che vanno dall’accoglienza, alla puntualità dei servizi erogati, alla qualità del trattamento ricevuto e del comfort degli ambienti.
Un coinvolgimento progressivo dei centri di radioterapia potrebbe permettere di avere una misurazione dell’esperienza dei pazienti oncologici nelle radioterapie in Italia”.